minipost #31
30 maggio 2006
Ecco a voi i canadesi!
minipost #29
10 maggio 2006
Capita anche che un ragazzo incinto partorisca una recensione ogni tanto.
Windows Live Mail
24 gennaio 2006
Che fortunello che sono, la vita mi sorride. La Microsoft mi ha scelto come tester della nuova Hotmail, una cosa tutta moderna con due giga di spazio.
Ovviamente i problemi sono cominciati subito, il banner da cliccare nella mail che mi hanno inviato ovviamente non era cliccabile, con Firefox. Mi sono detto ok, rispolveriamo il vecchio Explorer e andiamo a vedere di cosa si tratta.
La schermata iniziale è bella pulita, bianca virginale, avvisa che è solo una beta, c’è una dichiarazione entusiastica di un tizio dello stesso team che la sviluppa, in pratica incensa la “fantastica” funzione di poter trascinare le cose nelle cartelle.
In ogni caso una volta attivata prendo subito il fido Firefox e vado a vedere un po’ di cose, ma cosa scopro? Che è una versione mutilata, con tanto di avviso, il tuo browser non supporta questo servizio, scarica l’ultima versione di internet explorer. Mancano tra le altre cose le funzionalità associate al bottone destro e l’editor testuale per la composizione dei nuovi messaggi.
Ecco ora a me già questo sembra un clamoroso autogoal, perchè se speravano che la gente ansiosa di avere questa benedetta live mail tornasse ad IE credo proprio che abbiano sbagliato i conti. Voglio dire mi offri un servizio nuovo, con interfaccia tipo gmail, con spazio tipo gmail (anche se per il momento non c’è alcun indicatore dello spazio utilizzato, sarà integrato, dicono,nei prossimi giorni), ci sono infatti due giga, si pensa che tu voglia contrastare gmail. Ma se non dai la possibilità di usarla a pieno con tuttii browser la vedo difficile. Questi bevono roba buona, ovviamente è presto per parlare, probabilmente quando sarà lanciata per tutti queste funzionalità saranno compatibili per ogni browser, però intanto io la proverò poco e niente e via che si sputtana il beta testing, ruolo del quale ero stato insignito.
Tra le altri funzioni c’è un sistema anti-phishing e anti-spam anche se non ho ben capito come indicare una mail come spam a meno che non me lo chiedano loro.
C’è un calendario, che a prima vista sembra carino anche se non ho mai sentito l’esigenza di usarne uno, e infine la rubrica. Ecco queste due opzioni sono inesistenti con Firefox e ovviamente anche con Opera. Mi sapete dire un poveraccio come la deve provare una posta elettronica se non può usare la rubrica?
La mia valutazione dunque per il momento è negativa, le premesse potevano essere anche buone, specificando che non se ne sentiva l’esigenza, ma si sono tagliati le gambe da soli pensando di fare i furbi.
Tutta questa cosa della live mail si va ad inserire nel contesto delle Windows Live Ideas, come dire, li a Redmond se la stanno facendo in mano e fanno di tutto per contrastare Google e anche qualcosa di più per opporsi ai browser alternativi, ma la loro cecità combina più danni che altro.
Resta il fatto che io, si proprio io, sono un fortunello.
Un momento senza pretese
6 novembre 2005
L’autore in questione spesso ci ha spiazzato, con scritti a volte brillanti a volte taglienti. E’ riuscito con abilità ad attraversare vari stili e metodi di scrittura, creandone uno proprio spesso godibile e moderno. E’ un autore giovane che sicuramente ha molto da imparare e tanto può ancora aggiungere al suo stile, certamente va tenuto d’occhio.
Per questo è comprensibile qualche scivolone, chi ne è immune? Anche i più grandi e quindi smaliziati spesso incappano in periodi, diciamo, poco produttivi.
Non è è tanto il modo di scrivere, che può piacere o meno, ma che resta comunque sempre attento e ricercato, le immagini presentate sono sempre evocative e spesso riescono a dipingere situazioni con straordinario realismo, quanto piuttosto a non convincere sono le tematiche sviluppate recentemente dallo scrittore.
Che stia vivendo una fase transitoria della sua vita non è un mistero, sono note ai più le vicende che lo hanno visto protagonista in questi ultimi anni, tra burrascose storie d’amore, fin troppo seguite dai media, naufragate malamente e fallimenti anche in ambito professionale, ma questo non deve, almeno non dovrebbe, costituire un freno a quella che è la sua vena compositiva ai minimi storici in questi ultimi tempi. Sicuramente fondamentale è stata anche la progressiva disintossicazione, dopo il periodo nero condito da droghe e alcool, ma non dobbiamo cercare scuse per lui.
Certo la classe non gli manca e quindi riesce dal buio a estrarre qualche gemma di rara bellezza, ma sono solo piccole isole in un mare di niente.
La monotonia, dicevamo, impera nei suoi racconti, protagonisti delle sue ultime opere sono sempre immagini cupe e scenari apocalittici, amori viscerali analizzati con troppa morbosità e momenti di apatia irrisolubile.
Quello che ci chiediamo è se sia giusto sprecare un talento del genere componendo forzatamente in periodi in cui la penna proprio non ne vuol sapere di scivolare sul foglio, una domanda per la quale la nostra risposta è chiara e semplice, no!
Speriamo di poter archiviare presto questo momento opaco, auspichiamo un pronto ritorno alla magnificenza cui il nostro stimato ci ha abituati, provando, nel frattempo, a gustare quegli sprazzi di luce che di tanto in tanto emergono dalla melassa nella quale è immerso, per ora senza speranza.
In fondo al blu
21 luglio 2005
Io voglio che tu sia un avvento, un mistero, un miraggio, un oltraggio al presente così deludente, tutto preso a disfare o a fare del crimine un vivere. Non sopravvivere.
Lo dice Giulio Casale, il longilineo talento rubato al basket e sacrificato sull’altare del rock di provincia. Con gli Estra ha seguito il suo percorso, hanno fatto musica a modo loro, rock puro e semplice, senza fronzoli e ghirigori narcisisti.
Ora il ragazzo ha deciso di camminare con le sue gambe, le spalle sono solide. Dopo il timido approccio di “Sullo Zero” , un album metà letto metà cantato, arriva col suo primo esperimento vero e proprio.
E cosa mi ritrovo fra le mani? Un gioiellino di puro cantautorato, liriche fortissime, citazioni a non finire, musicali e non, arrangiamenti sempre azzeccati. E poi ci sono le lezioni dei maestri, mi sembra di rivedere Gaber improvvisare uno dei suoi soliti sketch in Sbarre sui Denti, interpretato da lui che già ci aveva provato in un tributo al grande Giorgio risuonando magnificamente La Festa.
Insomma non voglio mettermi qui a fare la classica recensione da critico disinteressato, scrivo queste due righe perchè questo album mi ha sorpreso piangere come una ragazzina, impossibile restare freddi e impassibili di fronte a Cara giovane vergine che mi parli di suicidio o all’intimissima Marina Elisa, in cui Giulio ricorda la madre che ha perso da poco.
Che sorpresa scoprire che un perticone con la passione dello stage diving sappia anche toccare con delicatezza i sentimenti più nascosti.
Solo un vero attore lascia un buon odore, lui ci è riuscito.
Terror twilight
17 dicembre 2004
Spit on a stranger.Dubbiosa inizia la strada. Mi guardo intorno. All’improvviso un mondo coloratissimo, giostre con i cavalli. Guardo da lontano, senza farmi vedere. Ma non faccio parte di questo mondo, non posso fermarmi. Folk jam. Trotterello alla ricerca di un posto dove poter iniziare a vivere. Attraverso città assolate e affollate, campagne verdeggianti, valli e pianure. Sono comunque costretto a camminare, mi guardo intorno divertito ma non è qui che devo fermarmi. You are a light. La notte ritorna e io sono di nuovo solo, provo a riscaldarmi con un fuoco appena acceso, la natura si è appena spenta. Gialli che lampeggiano. Sono stanco ma felice, mi addormento, sogno. Rumori silenziosi e assordanti. Cream of gold. Ho sognato di essere su una nave pirata e di avere un equipaggio, seguiamo la nostra rotta. Siamo tesi, siamo fiduciosi, ma ora si lavora. Il mare a volte non è dolce con noi, ma non ci arrende. Ma arrivati scopriamo che l’isola che bramavamo non c’è più. Destinati a navigare per sempre. Major leagues. Poi il risveglio, oggi sono fiducioso, non dovrò più cercare a lungo. Sogno una casa, col giardino e con una famiglia dentro. Leggere un quotidiano in pantofole, intorno la vita che cresce. Platform Blues. Delle voci provengono da un vicolo, mi distraggono, mi avvicino. Luci mi attraversano il cervello, rumori mi attraversano lo stomaco. Sono steso ma mi sposto, lentamente sorrido. Ann don’cry. Quando metto a fuoco il mondo vedo vicino a me una figura. Mi guarda preoccupata e affettuosa. Penso a tutte le volte che non sono stato felice. Non posso non piangere, mi consola. Penso a tutte le volte che ho fatto finta di non capire. Una disperazione esausta mi copre di rassegnazione. Non credo in quello che mi dicono. Billie. Poi tocca all’infanzia invadere il mio delirio. Mi rivedo correre sulla spiaggia. Intorno il mondo esplodeva. Tutti mi sembravano così felici. Io non potevo fare a meno di muovermi. Fino a sera. Speak, see, remember. Sto bene finalmente. Passa una sera fresca in mezzo alla gente, mi sento a mio agio. Il peggio deve essere passato ormai, ne sono sicuro. The hexx. All’improvviso mi ritrovo solo, buio. Non capisco dove mi trovo, un pianoforte in lontananza, il vento. Mi sento inseguito, ma non c’è una direzione per fuggire e non c’è una direzione per seguire. Tutto si dilata, poi mi inghiotte, sudo, sprofondo. …and carrot rope. Intanto fuori continua a piovere. Ma non temo di bagnarmi. Non mi può far male. Non voglio più soffrire quandò avrò dolore. Ho trovato la mia direzione. Vivrò per me, giorno dopo giorno. Fin quando avrò la forza di sorridere , di sperare. Alla fine festosamente mi allontanerò, sapendo che qualcuno ripensado a me non potrà non rallegrarsi anche per un solo secondo, anche se per una volta soltanto. Esco di scena. Terror Twilight.